Se avere la classica piscina interrata nel proprio giardino rappresenta sicuramente un lusso, va detto che oggi le soluzioni tecniche permettono di ampliare molto la platea di coloro che possono possedere (e, ahimé, si trovano anche a dover pulire…) la propria piscina.

Stiamo parlando di come pulire le piscine autoportanti e in plastica rigida: ne esistono modelli che permettono il montaggio e lo smontaggio periodico (ad esempio, a inizio stagione) e che si adattano praticamente a tutte le esigenze di spazio o di costo.
Sconsigliamo, però, di acquistare quelle con i prezzi più bassi: spesso sono tali perché le pompe di aspirazione e i sistemi di filtraggio di cui sono equipaggiate non sono sufficientemente potenti da fare un buon lavoro.

Una volta acquistate e montate, in ogni caso, resteranno nella loro sede anche per due o tre mesi; è bene quindi prepararsi ad una corretta manutenzione periodica.

PULIRE LE PISCINE AUTOPORTANTI: INIZIARE DALLE PARETI

La prima cosa da considerare è il materiale con cui è fatta la piscina: si tratta di materiale plastico, che può essere rigido oppure più morbido secondo il modello prescelto.
In ogni caso dovremo evitare accuratamente di pulirlo con sostanze aggressive. Inoltre, dovremo cercare qualcosa che non lasci residui pericolosi per la salute dato che anche sciacquando bene le pareti con una sistola si rischia che qualche residuo resti sul fondo della piscina.

È per questo che, se si ha la necessaria dose di pazienza (e una piscina non troppo grande), ci si può cimentare in soluzioni come aceto e bicarbonato, da strofinare con una spazzola a setole rigide o con un apposito spazzolone.

L’alternativa è rivolgersi ai prodotti professionali, spesso consigliati dagli stessi produttori. In ogni caso, fate attenzione a non strofinare con forza eccessiva o rischierete di rovinare le pareti.

MANTENERE PULITA L’ACQUA DELLA PISCINA AUTOPORTANTE

A differenza delle piscine gonfiabili di cui abbiamo parlato precedentemente, le piscine autoportanti sono dotate di un minimo di attrezzatura per il filtraggio e la pulizia dell’acqua. Si tratta però di un’attrezzatura generalmente di potenza inferiore a quelle utilizzate per le piscine interrate, che ha bisogno di un po’ di attenzioni.

Siamo davanti ad una vera e propria piscina infatti, e la prima precauzione da prendere è quella di mantenere l’acqua ben disinfettata.
Le pasticche di cloro verranno inserite nello shimmer: la dose standard è di una pasticca ogni 30 mc di acqua, da sostituire una volta al mese.
La pompa per il riciclo dell’acqua, poi, dovrà essere tenuta accesa almeno quattro ore ogni giorno per garantire un buon ricambio.

Ovviamente, la piscina deve essere coperta con un apposito telo in nylon quando non viene utilizzata e si dovrà passare giornalmente con un retino sulla superficie dell’acqua per rimuovere insetti, foglie e rametti. Il fondo della piscina deve essere invece ripulito tramite degli aspiratori appositi, che permettono di eseguire l’operazione anche con la piscina piena.

Proprio come in una piscina fissa, infine, è bene testare l’acqua periodicamente con un kit apposito, per misurare il livello di cloro ed il valore del ph.

Ricordatevi, infine, di verificare con attenzione il tipo di manutenzione tecnica richiesto dalla vostra piscina e che cambia moltissimo secondo la tipologia e le dimensioni prescelte.