Pulire i mobili in legno, spolverarli senza rovinare la loro delicata superficie, ridargli brillantezza e colore non è né difficile né lungo – si tratta per lo più di acquisire alcune buone abitudini nel corso delle normali pulizie di casa.
E ne vale assolutamente la pena: di tutti i materiali che affollano le nostre case, infatti, il legno è sicuramente quello che istintivamente leghiamo di più all’idea di intimità e di famiglia. È il materiale usato in prevalenza per mobili arredi sin dalla notte dei tempi e porta con sé il profumo dei ricordi.
Un materiale vivo, che mostra venature e tonalità di colore sempre uniche e mai uguali e che è protagonista tanto degli stili più esotici quanto di quelli della tradizione nostrana o moderni.

Proprio perché così diffuso, è presente in svariate finiture (lacche, vernici, cera) che richiedono trattamenti differenziati nella cura quotidiana. Se in questo articolo vogliamo parlarvi del legno naturale (quello, per intenderci, dei mobili classici, con finiture leggere e colore naturale) in altre occasioni avremo modo di approfondire altre varianti di questo splendido materiale.

Seguiteci nelle 3 regole per la pulizia quotidiana dei mobili in legno

REGOLA 1: Idratazione e protezione

Il legno risente del microclima nel quale è situato. Si gonfia negli ambienti umidi (o se a contatto con acqua, ad esempio se si rovescia un bicchiere e il liquido non viene rimosso subito).
Più frequentemente nei nostri appartamenti tende a seccarsi. Quando il legno è secco diventa ruvido al tatto, opaco, decisamente poco attraente, rischia di sgretolarsi.
Per scongiurare questo rischio basta passarlo regolarmente con una crema specifica (di solito a base di cera o altre sostanze emollienti) o con una cera più compatta.
In particolare, le creme leggere sono più indicate per la cura quotidiana mentre la cera compatta andrebbe passata periodicamente (circa una volta ogni tre mesi) per assicurarsi un mobile perfetto nel corso dei decenni… o dei secoli se necessario!

La crema infatti, oltre ad idratare e rendere più compatto e lucente il legno, lascia una leggera patina protettiva sulla superficie. State attenti a stenderle uniformemente, versando via via piccole quantità di prodotto su un panno morbido e non direttamente sul legno, per non lasciare aloni di colore diverso.

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Le cere più compatte hanno lo stesso effetto, ma la patina formata è più spessa. La crema penetra nei pori del legno e li tappa, levigando il materiale. Nello stenderle occorre fare ancora più attenzione perché rischiano di rimanere delle rigature sulla superficie superiore.

Vedrete che un trattamento regolare di questo tipo (crema passata abitualmente ogni settimana – 15 giorni, cera ongi 3-4 mesi) ha degli effetti eccezionali nel corso del tempo e permette di recuperare mobili che a prima vista sembravano da buttare, facendoli tornare a splendere.

REGOLA 2: Meglio un panno morbido che prodotti non specifici

Evitate detergenti per superfici che non siano pensati per il legno. I classici prodotti per spolverare, siano essi più o meno aggressivi, hanno un effetto deleterio sul legno naturale e possono essere usati solo sui laccati o su altri tipi di finiture simili.
Poiché per loro natura sciolgono i grassi, inoltre, sprechereste il prezioso lavoro fatto con le creme per legno!
Se volete dare solo una leggera spolverata è sufficiente un piumino o un panno asciutto in microfibra.

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REGOLA 3: Colore

Il legno, col tempo, perde colore. Soprattutto se si secca.
Stiamo ovviamente parlando sempre del legno naturale, non di quello laccato né di quello chiaro dipinto industrialmente.
Per prevenire il problema già le creme per l’uso abituale sopra descritte danno un ottimo risultato, permettendo al legno di conservarsi inalterato. Ma quando questo non basta, ed il mobile necessita effettivamente di una ravvivata, si possono cercare creme specifiche, leggermente colorate, oppure ricorrere direttamente ad oli coloranti.

Fate attenzione a non lasciare macchie più scure sul mobile: sono oli impregnanti e se cade una goccia direttamente sul mobile, resterà il segno. Anche qui utilizzate sempre poco prodotto per volta e versatelo su un panno, per poi spanderlo sulla superficie del legno.
Non essendo prodotti coprenti, questi oli tendono a scurire e ravvivare ma non a coprire: eventuali piccoli graffi resteranno (anche se un po’ dissimulati). Per toglierli è invece necessaria una vera e propria opera di restauro, che consiste nello scartare la superficie e ridargli una nuova finitura.